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A proposito della psicoterapia dei bambini

Venerdì 16 maggio 2003 ore 18, sala attigua alla Libreria Claudiana, via Sforza 12/a Milano

Marie Pesenti Irmann

Chi parla nella cura col bambino?

Un giovanissimo studente della Facoltà di Psicologia mi aveva chiesto una volta, senza trovarci niente da ridere, con quali parole parlassi ai bambini. Siccome evidentemente la mia risposta non gli bastava, aveva aggiunto: "Ma lei non gioca con loro? Non disegna?" Mi sono trattenuta dal chiedergli a che cosa pensava che giocassi con i bambini.
Forse al dottore, chi lo sa? In ogni caso sembrava molto disorientato di non vedere nel mio studio nessuna traccia di giochi, di giochi per bambini, e ancor più che io potessi ricevere sia dei piccoli di due anni che degli adolescenti o degli adulti. Tutto questo lo lasciava davvero molto perplesso. La sua ingenuità non ha però niente da invidiare a molti psy, psicanalisti patentati che, ancora oggi, scartano il fatto di ricevere dei bambini col pretesto che non sono equipaggiati per farlo o che non ci sanno fare con i bambini; come se la cura con un bambino supponesse un sapere, un saper-fare particolare.
Come se ci fosse una "cura-tipo" di cui il bambino dovrebbe beneficiare. Lacan ha detto di aver scritto Varianti della cura tipo proprio per contestare "questa formula ripugnante", l'idea stessa che possa esserci una cura-tipo. Dato che lo psicanalista non sa mai in anticipo, dato che la scienza psicanalitica, come dice Freud, è rimessa in questione nell'analisi di ogni caso, possono solo esserci varianti della cura. E questo, nel caso della psicanalisi dei bambini, è particolarmente evidente.

 

Sabato 17 maggio, sala piccola della Libreria Claudiana

Seminario di clinica infantile

 

Marie Pesenti Irmann è psicanalista, membro della Federation Europeenne de psychanalyse (Federpsy), membro associato del gruppo Le Bachelies sui problemi dell'adolescenza, del gruppo Asphère sul problema del Femminile. Vive e lavora a Strasburgo.