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Articoli

di Paolo Scarano

PER LA STORIA DELL’ISTERIA

Siamo nell’ottobre del 1885, quando Freud si reca a Parigi, grazie ad una borsa di studio, per seguire le lezioni di Charcot sull’isteria alla Salpetrière. Charcot è considerato da Freud un maestro e pioniere di un nuovo modo di vedere questo tipo di nevrosi così antica, quanto oscura. Grazie a stati ipnotici indotti, i pazienti di Charcot non mostravano più i malesseri fisici che tante pene gli procuravano. Una volta tornato a Vienna, Freud decide di dedicarsi alla cura dell’isteria con la collaborazione di Joseph Breuer, suo collega e medico più anziano nonché amico nella vita privata e comincia a sottoporre così anche i suoi pazienti all’ipnosi.

Jacques Lacan ou l’accomplissement du classicisme

[Tempo di classici: il secondo Novecento. Seminario curato da Fulvio Papi
Casa della Cultura – Milano, 28 ottobre 2009: quarto incontro]

Ferruccio Capelli - Innanzi tutto grazie a tutti voi che avete accolto l’invito e grazie soprattutto a Charles Melman che ha gentilmente accettato di venire da Parigi fino a qui per l’incontro di questa sera.
Questo, come voi sapete, è il quarto incontro del Seminario curato da Fulvio Papi Tempo di classici: il secondo Novecento. Quest’anno abbiamo impostato questo Seminario tradizionale della Casa della Cultura, seminario di filosofia, con qualche libertà rispetto al solito. Non parliamo solo di filosofi: abbiamo fatto la prima lezione su Sartre; la seconda su Levy Strauss, un grande antropologo; la terza lezione, mercoledì scorso, l’abbiamo fatta su un grande nodo della storia contemporanea, vale a dire il Secondo Concilio Ecumenico Vaticano. E continuiamo in questo percorso affrontando oggi quello che è stato il più grande psicanalista del secondo Novecento, Lacan. Ci sembrava doveroso, inesorabile, nel momento in cui passavamo in rassegna i grandi nodi del pensiero culturale del secondo Novecento, affrontare anche gli sviluppi che ha avuto la psicanalisi e, in particolare, la figura davvero decisiva di Lacan.
Per trattarla abbiamo qui con noi Charles Melman che è già stato nostro ospite in Casa della Cultura. Era venuto a tenere una lezione, una splendida lezione, in occasione di un ciclo di incontri che era stato promosso da Marisa Fiumanò sul disagio nella modernità.

La psicanalisi di fronte al fatto religioso

Resoconto delle Giornate di Studio che si sono svolte a Milano il 4 e 5 ottobre 2008 nella sede della Casa della Cultura

Studiosi di teologia, filosofia, sociologia e antropologia sono intervenuti con gli psicanalisti per interrogarsi su un fenomeno del nostro tempo, il declino delle religioni tradizionali e la fioritura di nuove forme di religiosità.
Punto di partenza sono state le tesi di Freud che la fede e la credenza facciano parte della struttura soggettiva e che su questa dimensione inconscia si fondi la funzione d’eccezione occupata nella storia dal potere spirituale e temporale.

Il titolo che Marisa Fiumanò ha dato alla mia conferenza di stasera è molto simpatico ma anche molto ambizioso. Partirò da un quadro generale. Siamo in un momento della civiltà, in cui dovunque ci voltiamo incontriamo il progresso, cioè non siamo più alienati alle autorità, al principio autoritario, la rimozione sessuale si è notevolmente attenuata, viviamo in un confort straordinario, le nostre democrazie sono giunte a una stabilità veramente rimarchevole in confronto agli altri regimi politici della storia.

Presentiamo in versione scaricabile pdf il testo della lezione che Jance Jerkov ha tenuto sabato 6 maggio al Laboratorio freudiano di Milano

Un frate di un ordine religioso - non si tratta del "Mister" del titolo - era venuto in consultazione, un po'  per ingiunzione dei suoi superiori; disturbava la comunità, era contestatore , era quasi un nuovo "riformista"! Sua Sanità; Mentale non era da "revisionare"?

In Italia il discorso della psicoanalisi non ha fatto breccia nel campo medico e poco anche in quello psichiatrico Questo rende difficile il lavoro di collaborazione con i medici che, con qualche eccezione, appaiono restii ad accettare che la soggettività sia implicata nel sintomo e nella malattia. Nell’ambito della procreazione assistita però, in cui la nozione di malattia è di dubbia applicazione anche per gli organicisti più convinti, questa posizione é meno sostenibile.

Sono ammirato per il modo in cui, con molto coraggio, lei è entrato in un soggetto particolarmente difficile e credo che il nostro modo di inaugurare testimonia del carattere delicato del problema.

«Quasi tutto ciò che distingue la nostra epoca dalle precedenti nel bene come nel male, lo dobbiamo alla scienza... La nostra vita quotidiana e la nostra organizzazione sociale tutte intere sono ciò che sono a causa della scienza...» Bertrand Russell, 1984. «Le leggi e norme politiche fanno posto ad alcuni obblighi oggettivi della civiltà scientifica e tecnica che non è possibile presentare come decisioni politiche e che non possono essere compresi come norme in materia d'opinione e di visione del mondo (Weltanschauung).

Martedì 8 giugno è morto Jean Bergès, neuropsichiatria, psicanalista dell'Association Lacanienne Internationale, un’autorità nel campo della psicoanalisi infantile.