Jacques Lacan ou l’accomplissement du classicisme
[Tempo di classici: il secondo Novecento. Seminario curato da Fulvio Papi
Casa della Cultura – Milano, 28 ottobre 2009: quarto incontro]
Ferruccio Capelli - Innanzi tutto grazie a tutti voi che avete accolto l’invito e grazie soprattutto a Charles Melman che ha gentilmente accettato di venire da Parigi fino a qui per l’incontro di questa sera.
Questo, come voi sapete, è il quarto incontro del Seminario curato da Fulvio Papi Tempo di classici: il secondo Novecento. Quest’anno abbiamo impostato questo Seminario tradizionale della Casa della Cultura, seminario di filosofia, con qualche libertà rispetto al solito. Non parliamo solo di filosofi: abbiamo fatto la prima lezione su Sartre; la seconda su Levy Strauss, un grande antropologo; la terza lezione, mercoledì scorso, l’abbiamo fatta su un grande nodo della storia contemporanea, vale a dire il Secondo Concilio Ecumenico Vaticano. E continuiamo in questo percorso affrontando oggi quello che è stato il più grande psicanalista del secondo Novecento, Lacan. Ci sembrava doveroso, inesorabile, nel momento in cui passavamo in rassegna i grandi nodi del pensiero culturale del secondo Novecento, affrontare anche gli sviluppi che ha avuto la psicanalisi e, in particolare, la figura davvero decisiva di Lacan.
Per trattarla abbiamo qui con noi Charles Melman che è già stato nostro ospite in Casa della Cultura. Era venuto a tenere una lezione, una splendida lezione, in occasione di un ciclo di incontri che era stato promosso da Marisa Fiumanò sul disagio nella modernità.