Insegnamenti 2007- 2008
SEMINARI
Una volta al mese week-end di lavoro animati da Jean-Louis Chassaing, M. Drazien, T. Jean, C. Rey, F. Rey, J.-J. Tyszler e altri
LETTORATO
a cura di Marisa Fiumanò presso Casa della Cultura via Borgogna, 3 - Milano
In “Il disagio della civiltà”, scritto durante il nazismo, Freud chiama «narcisismo delle piccole differenze» la molla che fa scattare l’aggressività tra comunità diverse, anche se contigue e culturalmente affini. Un esempio di questa dinamica, afferma, è il trattamento storicamente riservato al popolo ebraico da segregare, perseguitare e distruggere. Freud segnala così che l’identità ha una base paranoica, ha bisogno di costituire un’alterità per costituirsi o rinsaldarsi. Oggi, che pure viviamo in democrazia, il problema dell’identità appare più che mai al centro delle preoccupazioni individuali, politiche e sociali. Che cosa è successo? Possiamo considerare la presenza degli stranieri: migranti, rom, mendicanti, folli, tutte figure dell’alterità, una minaccia della nostra identità? Oppure dobbiamo indagare sulle ragioni della fragilità del legame sociale, cioè sulla dimensione simbolica che presiede al patto sociale? La deriva individualistica che caratterizza la nostra epoca pretenderebbe che l’identità, sia collettiva che individuale, possa autoprodursi. È la tradizione invece, cioè l’apparato simbolico su cui si fonda la cultura e che Lacan ha chiamato Altro, a costituire la base dell’identità. Per avanzare qualche ipotesi e sulla base dei tre registri proposti da Lacan (Reale, Simbolico e Immaginario), distinguiamo tre componenti dell’identità, sociale e individuale, annodate l’una all’altra in modo tale che lo scioglimento di una delle tre comporta il disfacimento del nodo. Il primato che la tecno-scienza e la tecno-economia hanno assunto nella nostra contemporaneità va riferito ad un “reale” che stenta ad annodarsi con l’immaginario e il simbolico. È il mancato annodamento delle tre componenti identitarie che rende insistente la ricerca d’identità così presente anche nelle cure? Questa ricerca, che solo qualche decennio fa si presentava come problematica essenzialmente femminile e che è stata il motore dei movimenti delle donne, oggi non riguarda più solo un sesso, né solo le fasce generazionali più giovani, né le componenti sociali più svantaggiate. È un movimento generalizzato, dei singoli e del sociale, che in questi incontri vogliamo analizzare e interrogare.
PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

