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Lettorato

A cura di Silvia Biancardi

L’insegnamento di Lacan ci spinge a superare l’idea di un inconscio inteso come un dentro contrapposto a un fuori. Il linguaggio ci fa avvicinare alle superfici, ma non è sufficiente. Come alcuni degli oggetti studiati dalla topologia diventano con Lacan lo strumento per mostrare gli effetti paradossali dell’inconscio? Come proprio questi oggetti possono essere considerati il supporto formale delle strutture cliniche?

Un mercoledì al mese a partire da Ottobre 2010

A cura di Paolo Scarano

La tesi centrale su cui si snoda il lavoro si fonda sulla relazione che il soggetto ha con la mancanza di oggetto: si tratterà di leggere i testi indicati di Lacan e Freud per rilevare l’importanza fondamentale della mancanza d’oggetto per ogni soggetto che nasce. Si vedrà il funzionamento della mancanza nella relazione madre-bambino.

Un mercoledì al mese a partire da Ottobre 2010

A cura di Alessandro Bertoloni

Si tratterà inanzitutto di ripercorrere il seminario di Lacan, con attenzione al testo ma senza scadere in eccessi filologici o esegetici, recuperando ed evidenziando i nodi strutturali del discorso sulla psicosi anche grazie ad altri testi lacaniani e in stretta relazione con la lettura delle Memorie di Schreber, che è anche oggetto di un cartel nell’associazione.

Un mercoledì al mese a partire da Ottobre 2010

A cura di Alessandro Bertoloni

Il punto di partenza è l’elaborazione da parte di Freud di una nozione “copernicana” dell’io come illusione fondamentale. Lacan osserva che gli stessi scritti in cui Freud formula questa nozione sono alla base di uno scivolamento della psicanalisi nella psicologia, complice l’elaborazione filosofica, che presenta l’equivalenza io-coscienza. Lacan intende dunque ritrovare la prospettiva genuinamente freudiana, ristabilendo l’eccentricità del soggetto nel rapporto con l’io.