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Storia & obiettivi

La sede milanese del Laboratorio Freudiano è stata inaugurata nel 1993, anno in cui Cosa Freudiana, la prima associazione lacaniana a operare in Italia, fonda a Roma il Laboratorio. Concepito per lavorare (nell’ambito del quadro giuridico italiano e nella scia dell’idea lacaniana di Scuola) sulla pratica clinica che la società riconosce sotto il nome di psicoterapia e sulla domanda di formazione degli aspiranti operatori in questo settore, il Laboratorio si avvale della lunga e ricca tradizione di ricerca e di insegnamento dell’associazione di cui è emanazione.
Dal 1998 la sede milanese del Laboratorio ha intrecciato le sue attività con quelle della Scuola di Psicanalisi di Milano (ora Associazione Lacaniana Internazionale – Milano) che rappresenta in questa città l’Association Lacanienne Internationale. Come nella sede di Roma, l’attività didattica e pratico-formativa del Laboratorio si prefigge di fornire gli strumenti di base che permettano all’allievo di:
• orientarsi all’interno dei fondamentali modelli clinici e teorici;
• avviarsi ad una pratica dell’ascolto che consenta di formulare una diagnosi differenziale e di scegliere le modalità più appropriate per intervenire, in ambito istituzionale e privato, sul disagio clinico in tutte le varietà (quantitative e qualitative) delle sue forme.
La sede milanese del Laboratorio riserva attenzione alle patologie dell’infanzia e dell’adolescenza in quanto portatrici e rivelatrici elettive delle forme sociali del sintomo e dell’attuale “disagio nella civiltà”.
L’offerta formativa consiste nel fornire, in particolar modo agli allievi che intendano lavorare nelle istituzioni scolastiche, medico-ospedaliere, giudiziarie, nelle comunità, gli strumenti per un ascolto che renda il loro intervento adeguato alle nuove complessità del disagio soggettivo.
Il Laboratorio freudiano insiste sulla centralità della clinica e sulla formazione incentrata sull’analisi personale. Tale analisi costituisce, infatti, la condizione imprescindibile per introdursi alle dinamiche transferenziali che operano nella cura e ne costituiscono il supporto e il motore.