Laboratorio freudiano Milano

Scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia Orientamento psicoanalitico lacaniano - Riconosciuta dal MIUR

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IL SAPERE CHE VIENE DAI FOLLI - Quel che la psicosi ci insegna sull’amore, il corpo, il femminile, l’immagine, la libertà, il linguaggio, il sapere

A cura di Nicolas Dissez e Cristiana Fanelli

DeriveApprodi, 2017

 

Quando nel 1967, rivolgendosi a un pubblico di giovani psichiatri dell’ospedale Sainte-Anne di Parigi, Jacques Lacan dichiara che «il folle è l’uomo libero», non ci sta forse insegnando qualcosa sia sulla libertà che sulla follia?
Solo il folle sperimenta, in termini di angoscia, il vero prezzo dell’aspirazione alla libertà, della speranza di liberarci da ogni legame.
Ci accorgiamo, così, che la follia ci offre la possibilità di tornare a interrogare buona parte delle nostre certezze. Sino a pochi anni or sono, la follia costituiva infatti una fonte d’ispirazione per scrittori e studiosi, che consideravano la parola del cosiddetto “alienato” portatrice di un sapere particolare.
I fenomeni che si producono nella follia sembrano far luce anche su molte questioni delle nostre vite.
Perché allora la nostra epoca lascia così poco spazio all’insegnamento che da lì può giungere?
Insieme alla letteratura e al cinema, la psicanalisi sembra oggi la sola disciplina che accetti di considerare la follia come fonte di nuovi
interrogativi. È tangibile, infatti, che essa ha saputo farsi carico delle questioni che il sapere psichiatrico aveva tratto dall’osservazione di coloro che, messi al bando dalla società, si ritrovavano nei manicomi.

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