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PUBBLICAZIONI

QUADERNI LACANIANI
Hans 100 anni. Il contributo di Jacques Lacan alla psicanalisi dei bambini. Milano 2004.
Che cosa chiamiamo autismo? Le sorprese della clinica. Roma 2004.
Lacan 100 anni. Mosè e il Nome-del-Padre. Roma 2005.
Clinica dell'adolescenza. Clinique de l'adolescence di C. Tyzler. Roma 2005.
La psicanalisi è adatta ai bambini?

Per informazioni rivolgersi alla segreteria

12.06.04

Omaggio a Jean Bergès

Martedì 8 giugno è morto Jean Bergès, neuropsichiatria, psicanalista dell’Association Lacanienne Internationale, un’autorità nel campo della psicoanalisi infantile. Le sue tesi, prima fra tutte la teoria del “transitivismo”, testimoniate dai numerosi libri pubblicati insieme a G. Balbo, ci lasciano in eredità dei preziosi strumenti di intervento clinico tanto più preziosi perché applicabili anche alle sindromi infantili più precoci e gravi. La Scuola di Psicanalisi e il Laboratorio Freudiano di Milano lo ricordano con particolare riconoscenza e affetto per la generosità con cui ne ha promosso e sostenuto gli esordi. Quanto a me, che ho avuto il piacere di accompagnarlo alla scoperta di Milano, lo saluto con calore per l’ultima volta agitando idealmente un Borsalino, cappello che prediligeva e che non aveva mancato di acquistare quando, il 31 marzo 2001 era venuto a parlarci de “Il bambino e la psicoanalisi”. A lui dedichiamo gli Atti delle Giornate “Hans 100 anni” dello scorso novembre, a cui non aveva voluto mancare benché fosse già molto malato. Lo ricorderemo lavorando su quanto ci ha lasciato.

Marisa Fiumanò

12.03.04

La falce a Madrid

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di Marisa Fiumanò
Difficile denegare l’autenticità di una firma esplicita come questa, 11, come pure hanno fatto disperatamente le autorità spagnole. La vignetta di Vauro sulla prima pagina del Manifesto del 12 marzo (riprodotta qui a fianco) ricorda che è l’ombra di una morte duplice. Nell’intervallo tra la falce di New York e quella di Madrid il mondo occidentale ha cercato di dimenticare proseguendo la sua rotta verso la società del benessere e del godimento senza limiti.

Gli uomini e donne senza gravità che siamo diventati, sbarazzati dalla castrazione (che Lacan nei suoi algoritmi ha scritto proprio col simbolo della falce), siamo saltati in aria una seconda volta ricadendo ancor più pesantemente della prima. La falce, rigettata dal simbolico, ritorna nel reale, come in un delirio psicotico. Forse perché, come ricorda Melman, «non sappiamo più trasmettere che cos’è la morte, cosa che pure in tutte le società è una questione essenziale. Non sappiamo trasmetterlo perché non sappiamo più che cos’é… la consideriamo come qualcosa di accidentale…non fa più parte della vita…ne è forclusa» . Sollecitati come siamo a “consumare”, vale a dire a godere a ogni costo, non riusciamo a tener conto della saggezza di un proverbio molto amato da Freud: “si vis vitam para mortem”. E non alludeva alla morte reale ma ad un esercizio del limite.

11.02.04

Fecondazione di Stato

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di Marisa Fiumanò
Sono anni che in Italia si discute di una legge che regolamenti la procreazione assistita, che non si riesce a coagulare due schieramenti compatti e contrapposti: quello di destra, oscurantista e quello di sinistra libertario, lo schieramento di destra e quello cattolico contro tutte le forme di fecondazione che non siano omologhe, cioè interne alla coppia, e quello di sinistra favorevole al donatore di sperma e alla donatrice d’ovuli, alla coppia gay così come alla single, alla scelta dell’ovulo e dello sperma migliore e via dicendo.

In Italia, vuoi per il femminismo tenace che ha conquistato anche le donne dei partiti moderati o addirittura illiberali, vuoi perché la matrice cattolica è meno radicata di quanto sembri, vuoi perché la questione riguarda soprattutto le donne, e le donne non sono mai tutte irreggimentabili, né a destra né a sinistra, insomma per tutte queste e altre ragioni le proposte di legge si sono trascinate per anni senza che su nessuna si trovasse un accordo e fino a che, a causa del governo attuale, per esaurimento di energie o ancora perché tutti sono consapevoli che l’applicazione di norme restrittive in materia è ampiamente raggirabile, alla fine è stata approvata una legge proibizionista.
Sono insorte le donne sia da destra che da sinistra e lo scontro politico si è trasformato in scontro fra i sessi. Alcune, come l’onorevole Alessandra Mussolini, non si sono arrese alla linea del loro partito: indignarsi perché Fini osa criticare nonno Benito non le impedisce di considerare la legge misogina e irrispettosa della libertà delle donne.
Aporie della fecondazione assistita.
La legge è passata anche con l’appoggio di una parte della sinistra cattolica e moderata. Ora le insoddisfatte e la sinistra più sinistra minacciano il referendum.
In questa bagarre in cui si litiga a colpi di ideologia o in nome della “ragione scientifica” (tutelare l’embrione, come vuole la legge, significa bloccare la ricerca; impiantare tutti gli ovuli, anche se difettosi, significa mettere un’ipoteca sulla salute del nascituro, ecc.), nessuno si preoccupa di interrogarsi sulla natura della domanda delle donne o delle coppie cosiddette sterili, né sul perché questa benedetta fecondazione assistita, che si pratica sugli animali da più di un secolo e che da più di un secolo sarebbe applicabile anche agli uomini, riscuota all’improvviso tanto successo.
Gli italiani stanno forse diventando sterili? Oppure siamo di fronte a una sessualità sofferente, a una difficoltà aggravata nei rapporti fra uomini e donne?
L’offerta tecno-scientifica incontra in questo disagio accentuato una clientela spesso smarrita e dolorante e perciò pronta a credere nel miracolo.
Mi è capitato di ricevere coppie cosiddette sterili che avevano rapporti sessuali pressoché inesistenti oppure donne perfettamente sane sia organicamente che fisiologicamente eppure infertili per motivi puramente psichici.
Non sarebbe bastata una buona normativa sanitaria per proteggere donne e futuro bambino? Non sarebbe il caso di istituire dei luoghi in cui degli psicanalisti (si, proprio loro) possano ascoltare che cosa davvero chiedono queste donne e uomini smarriti quando si rivolgono alla tecniche riproduttive? Non sarebbe il caso di interrogare i saggi, se ancora ce ne fossero, per capire cosa è successo dal momento in cui gli uomini hanno cominciato a manipolare la procreazione? E di capire perché sempre meno vogliamo avere a che fare con l’irriducibilità del non-rapporto sessuale e facciamo del desiderio di bambino, talvolta, il nostro alibi?

Marisa Fiumanò
psicanalista dell’Association Lacanienne Internationale,
direttore del Laboratorio Freudiano - Milano

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